AUTRICE: Patricia Neal, meglio conosciuta come Fannie Flagg è nata a Birmingham (Contea di West Midlands dell'Inghilterra centrale) nel 1944. Ha esordito a 19 anni come autrice e produttrice televisiva. È stata attrice e sceneggiatrice per la tv, il teatro e il cinema. Si è affermata come scrittrice con Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop, divenuto un film di successo, diretto da Jon Avnet, dal titolo "Pomodori verdi fritti alla fermata del treno". L'autrice ha scritto un ricettario, non ancora tradotto in Italia, intitolato The Original Whistle Stop Cafe Cookbook, che raccoglie i piatti tipici della cucina del sud degli Stati Uniti, ambientazione favorita per i suoi romanzi.
GENERE: narrativa rosa
TRAMA: L’inverno è alle porte e a Lost River, un piccolo paese nel profondo sud dell’Alabama, arriva l’anziano Mr. Oswald Campbell, orfano dalla nascita, porta il nome della famosa minestra pronta, trovata accanto a lui nella culla.
L’albergo dove deve alloggiare è bruciato, al suo posto ad accoglierlo, c’è la casa di una stravagante signora. Le attenzioni degli abitanti di Lost River lo fanno sentire per la prima volta parte di una comunità. Quando conosce Patsy, una bambina timida, con una gamba malata di cui nessuno si è mai occupato e che gioca tutto il giorno con un pettirosso, viene conquistato dalla sua dolcezza e sente che quella è la sua famiglia.
RECENSIONE: “Mr. Zuppa Campbell il pettirosso e la bambina” è un piccolo romanzo di 211 pagine, leggerlo mi ha fatto sentire a casa!
Mi mancano tutti loro, i personaggi e abitanti di Lost River che, come hanno accolto a braccia aperte Oswald, hanno accolto anche me. Ma lasciate che vi racconti com’è cominciata…
Oswald P. Campblell, 52 anni, occhi azzurri e pochi capelli rossi, divorziato. Il medico è stato chiaro con lui: un altro inverno passato a Chicago ed i suoi giorni sono contati, i suoi polmoni non lo sopporterebbero. Il povero Oswald, orfano dalla nascita, senza un vero lavoro e senza amore, in realtà non ha molto per cui vivere, ma è ancora un po’ affezionato alla sua vita, quindi si fa convincere dal medico a passare l’inverno nel sud dell’Alabama.
Oswald giunge così a Lost River, un piccolo e pacifico paese sulla riva del fiume, aspettandosi di spirare da lì a pochi giorni… non si sarebbe mai immaginato invece che avrebbe iniziato a vivere!
Questo grazie alla comunità che lo ospita con le migliori premure e attenzioni: a poco a poco Oswald non solo capisce che la sua salute sta notevolmente migliorando, ma scopre anche di aver trovato una vera famiglia. Inoltre, mai avrebbe immaginato di vedere con i propri occhi un uccellino cardinale, che vive nel negozio di alimentari, in grado di tenere allegra l’intera cittadina: Jack, la mascotte di Lost River, un concentrato di simpatia e tenerezza!
A completare il quadretto arriva Patsy, una bimba dolcissima, abbandonata a se stessa e con gravi malformazioni alle ossa, che mettono a rischio la sua salute. Tutta Lost River si innamora della bimba ed è magnifico il modo in cui la bontà e la solidarietà di tante persone, faranno sì che a Patsy venga data una possibilità.
Tra Oswald, Jack e Patsy nasce un rapporto davvero speciale, è incredibile quanto sentimento c’è in questa storia, amore, amicizia, speranza, simpatia, tutto dipinto nell'’incantevole sfondo di un paese germogliato su un fiume dell’Alabama, di cui l’autrice ci fa apprezzare ogni dettaglio.
La cucina tipica, la natura vibrante di colore, i tramonti sul fiume, gli abitanti di Lost River, pittoreschi e originali, alcuni un po’ svitati ! Arrivata quasi alle ultime pagine ho cercato in tutti i modi di allungare il più possibile la lettura, per non dovermi separare da questa storia prima del dovuto.
Posso dire a gran voce che questo romanzo è un piccolo gioiello ed è diventato uno dei miei libri preferiti in assoluto, unico peccatuccio che ho trovato è stato il finale un po’ troppo sbrigativo, ma è davvero un’inezia. La semplicità di questa storia mi ha fatto ridere, commuovere ed emozionare come pochi altri libri hanno saputo fare. Per rendere più chiaro il titolo al pubblico italiano, l'editore ha preso la licenza di tradurre il titolo originale inglese "A Redbird Christmas" con pettirosso anzichè cardinale come all'interno del testo.
Recensione a cura di Claudia Gianasso